Contract
La pietra dove si vive tutti i giorni.
Progettiamo e realizziamo superfici e arredi in pietra naturale per alberghi, ristoranti, bar e residenze. Manifattura nostra a Cantù, materiale scelto sul fronte di cava. Fra la lastra e il vostro cantiere non c'è nessun altro.
Nessun importatore. Nessun distributore. Nessun ricarico che non abbiate visto.
Dove lavoriamo
Due mondi, due modi di trattare la pietra.
Un tavolo di casa e il banco di un bar sono fatti dello stesso materiale e hanno due vite completamente diverse. Il primo vede qualche decina di appoggi al giorno, il secondo qualche migliaio, con alcol, limone, ghiaccio e detergenti aggressivi. Fingere che si progettino allo stesso modo è il primo errore.
Hospitality
Alberghi, ristoranti, bar, spa, spazi collettivi. Qui la pietra deve reggere l'uso intensivo senza smettere di essere la ragione per cui il cliente ricorda quel posto. Si sceglie in funzione del punto: una reception e una cucina non chiedono lo stesso materiale.
- Banconi bar e reception
- Piani per ristorazione e colazioni
- Rivestimenti e boiserie in lastra
- Lavabi e piani bagno per camere
- Corpi illuminanti in onice retroilluminato
- Arredi su disegno per aree comuni
Residenziale
Residenze private, ville, appartamenti di rappresentanza. Qui la libertà è massima: si può usare la lastra più difficile e più rara, perché l'uso è misurato e chi la possiede sa cosa ha per casa. È il terreno dove l'opera unica ha senso.
- Piani cucina e isole
- Tavoli e tavolini su misura
- Bagni: lavabi, vasche, rivestimenti
- Camini e sistemi a parete
- Scale e soglie
- Opere e sculture su commissione
Realizzazioni
Lavori consegnati. I nomi restano fuori.
Alcune delle superfici e degli arredi usciti dal nostro reparto e installati in strutture ricettive di alto livello. Nessun nome, nessuna facciata, nessuna insegna: la riservatezza fa parte del servizio, e in ogni caso l'unica cosa che deve parlare qui è la pietra.





Progetto
Hotel Resort
Isole buffet e banchi di servizio per il ristorante di un resort sul mare. Piani in pietra chiara su fronti impiallacciati in noce, con vani a giorno per i piatti, piastre a induzione integrate nel top e una linea continua di luce a led alla base. Le insegne sospese sopra ogni postazione sono state realizzate sulla stessa palette.
Pietra e mobile escono dalla stessa commessa: piani, fronti e illuminazione sono impostati insieme già in fase di disegno, ed è questo che tiene continuo il giunto fra pietra e legno per tutto lo sviluppo del banco.



In cantiere
Gli stessi banchi fotografati durante il montaggio, prima che la sala fosse allestita e aperta: nessuna preparazione, nessuna luce da set, i piatti già al loro posto.




Disegno e manifattura
Quando il disegno non assomiglia a nulla di esistente.
Il disegno di un artista non si negozia. O la pietra ci arriva, o l'opera non è quella: non esiste una versione ridotta di una forma che è nata intera. Forgiare il marmo secondo una figura che prima non esisteva significa portare un materiale fatto per stare fermo — pesante, rigido, che non perdona un colpo — esattamente dove la mano di chi l'ha disegnato lo vuole.
Il mestiere sta tutto in un margine sottilissimo: fra ciò che la pietra sopporta e ciò che l'artista ha immaginato. Onice, alabastro, marmi rari — materiali preziosi e fragilissimi, che sotto la lama non concedono una seconda possibilità — chiedono di essere spinti fino a un istante prima del punto in cui cedono, e di fermarsi esattamente lì.
L'oggetto smette di sembrare tagliato. Comincia a sembrare vivo.

Monti
Libreria · disegno di Egregio
Un disco in pietra scura a superficie scolpita, attraversato da sei ripiani passanti in metallo brunito. Lungo tutta la circonferenza corrono punti luce annegati nel bordo, che di sera disegnano il cerchio nel buio.
È il tipo di lavoro per cui esiste un reparto produttivo interno. Un'opera così non si ordina da un catalogo e non si affida a un laboratorio terzo: si disegna, si prova, si corregge sulla pietra vera. Nessuna delle sue misure si ripete altrove.
Parione
Mobile bar · disegno di Egregio
Una sfera in marmo grigio venato, tagliata all'equatore: la calotta si scopre e sotto compare il vano per le bottiglie. Attorno corre un anello bianco passante che fa da piano d'appoggio. Un pianeta con il suo anello.
Curve continue su un solido pieno, un anello che attraversa la pietra senza appoggi visibili, tolleranze che si vedono a occhio nudo se sbagliate di un millimetro. Sono le lavorazioni che rendono utile avere la manifattura in casa: si prova, si sbaglia, si rifà lo stesso giorno.


LuxOnyx
Sistema di illuminazione · disegno di Giuseppe Fallacara e Andrea Sgherza
Rivisitiamo la luce e la sua forza. Ogni modulo è un tubo curvo in onice, scavato e retroilluminato dall'interno: la pietra smette di essere massa e diventa sorgente. I giunti in rame tengono insieme la composizione, che si estende quanto serve allo spazio.
Su una pietra sottile, curva e retroilluminata ogni difetto si vede in trasparenza: una micro-frattura, uno spessore disuguale, una vena che assorbe più luce del resto. Il blocco si sceglie pensando a come reagirà acceso, non a come appare spento. È un'altra ragione per andare a vederlo in cava.
Margutta
Opera · disegno R&D Stoneform
Volumi in onice stratificato, tagliati a seguire una linea che in natura non esisteva e che pure sembra essere sempre stata lì. Le bande orizzontali che ne attraversano i fianchi sono depositi di millenni, lasciati a vista dal taglio: non sono un motivo decorativo, sono la storia del blocco.
Qui il disegno è nostro. Una sezione di ricerca esiste per questo: quando un progetto non arriva da fuori, nasce dentro — e nasce nella stessa stanza in cui verrà tagliato, che è l'unico caso in cui la forma immaginata e il limite del materiale si discutono guardando la stessa lastra.

Il prezzo
Siamo competitivi perché in mezzo non c'è nessuno.
Nel percorso normale, fra la montagna e il cantiere si mettono in fila un importatore, un distributore, spesso un rivenditore e infine un laboratorio terzo. Ognuno prende il suo, e ognuno aggiunge tempo. Il committente paga quattro margini e non ne vede nessuno.
Noi scegliamo il materiale sul fronte di cava e lo lavoriamo nel nostro reparto. Restano due passaggi invece di sei. Non è un'offerta promozionale: è la struttura dell'azienda, e non cambia da un preventivo all'altro.
La cava
Il blocco si sceglie sul posto, non su un listino.
Importatore
Non c'è.
Distributore e rivenditore
Non ci sono.
Laboratorio terzo
Non c'è: la manifattura è nostra.
Il cantiere
Consegna e posa concordate, su appuntamento.
Come si progetta per l'uso intensivo
Le domande che facciamo prima di scegliere la lastra.
Non esiste la pietra giusta in assoluto: esiste la pietra giusta per quel punto, con quella finitura e quel trattamento. Sono i criteri con cui lavoriamo, e sono gli stessi di cui parliamo con il progettista prima di fare un preventivo.
Il materiale segue il punto
Marmi e onici sono calcarei: reagiscono agli acidi, e su un bancone da cocktail il limone lascia il segno. Dove il contatto è continuo e aggressivo si usano quarziti e graniti, silicei e molto più duri. Il marmo resta dove viene guardato più di quanto venga consumato.
La finitura nasconde o rivela
Il lucido dà profondità e riflessi, ma denuncia ogni micrograffio: va bene su una reception, meno su un piano di lavoro. Levigato e anticato lavorano al contrario, attenuano segni e aloni. La scelta della finitura è una decisione di manutenzione, non solo estetica.
Trattamenti che entrano, non che coprono
Gli impregnanti penetrano nella porosità e riducono l'assorbimento di liquidi e grassi senza formare pellicole: non cambiano il colore e non si sfogliano. I film superficiali fanno il contrario, e in un locale pubblico durano una stagione. Il trattamento va rinnovato: è un programma, non un intervento.
Spessori e spigoli
Sui punti di contatto continuo si evitano i profili a filo sottile e si lascia materiale sul bordo esterno; gli spigoli arrotondati resistono agli urti molto meglio di quelli vivi. Sulle lastre sottili e sugli onici retroilluminati si applica una rete di rinforzo in fibra di vetro sul retro.
A terra, la scivolosità è legge
Per i percorsi pedonali il D.M. 236/89 chiede un coefficiente di attrito superiore a 0,40 con il metodo B.C.R.A., e il D.Lgs. 81/2008 mette la pavimentazione antisdrucciolevole fra gli obblighi del datore di lavoro. La finitura del pavimento si sceglie da lì, e il valore si verifica sul materiale effettivo.
La manutenzione si consegna scritta
Con il lavoro consegniamo le istruzioni: cosa usare, cosa non usare, ogni quanto rinnovare l'impregnante. La maggior parte dei danni alla pietra nei locali pubblici non viene dall'uso, viene dal detergente sbagliato usato per due anni.
I valori e i trattamenti si definiscono sul materiale effettivo del progetto: la stessa varietà può comportarsi diversamente da lastra a lastra, e le prove si fanno su quella scelta per voi.
Con gli studi di progettazione
Vi diamo il campione, non la promessa.
Con architetti e interior designer il metodo è lo stesso da sempre: campionature del materiale reale, fotografie della lastra intera prima del taglio, disegni di dettaglio dei nodi, e il diritto di cambiare la lastra se non convince. Su richiesta studiamo l'apertura a libro delle venature per i fronti continui.
Sui tempi siamo espliciti: la produzione richiede dalle sei alle otto settimane, più trasporto e posa. Un progetto contract si pianifica su quel numero, e quel numero non lo scopriamo a metà cantiere.

Documentazione tecnica
Le quote, prima della conversazione.
Ogni scheda riporta le dimensioni del disegno di serie, i materiali, gli spessori e le note di posa. Sono i numeri con cui si verifica se un'opera entra in un progetto, e li mettiamo a disposizione senza chiedere nulla in cambio.
Le misure si riferiscono al disegno di serie. Ogni opera è realizzata su misura: dimensioni, pietra e finitura si definiscono con il progetto. Per i disegni CAD dei nodi e per le campionature scriveteci.
Parliamone
Mandateci le tavole. Rispondiamo con un preventivo vero.
Per una valutazione servono poche cose: le piante o le tavole di dettaglio, le quantità di massima, il materiale se lo avete già in mente, e le date del cantiere. Se il materiale non lo avete ancora scelto, si parte da lì insieme.
Lo showroom di Cantù si visita su appuntamento, e per i progetti contract è il posto in cui la conversazione va più veloce: le lastre si guardano e si toccano.