Guide · Prezzi
Di chi sono gli avanzi della lastra di marmo?
In breve. Un piano su misura si ricava da una lastra intera, e la lastra intera si paga. Quello che resta intorno al pezzo non è uno scarto: è materiale comprato, ed è la sola pietra che combacia con il vostro piano. Qui c’è quanto resta, a chi va per prassi e come farselo riservare.
Perché si paga la lastra intera e non il pezzo che si monta?
Perché la pietra naturale si vende a lastra. Non si ordina un metro quadro e mezzo di marmo come si ordinano un metro e mezzo di stoffa: si compra una lastra, con le sue misure, il suo numero e il suo disegno, e da quella si ricava il pezzo. Il prezzo nel preventivo può essere espresso al metro quadro, ma il materiale che viene impegnato è la lastra intera.
È il punto che genera quasi tutti gli equivoci. Un piano da un metro e mezzo quadrato ricavato da una lastra da cinque metri quadri consuma, per chi produce, cinque metri quadri: quella lastra è stata scelta, riservata e tagliata per quel pezzo, e non torna disponibile nella forma in cui era. Chi compra paga un pezzo; chi vende impegna una lastra. La differenza sta dentro il prezzo, ed è la ragione per cui un piano piccolo non costa proporzionalmente meno di uno grande, come abbiamo scritto parlando di quanto costa un tavolo in marmo su misura.
Quanto materiale resta davvero?
Più di quanto si immagini.
Prima di qualunque taglio una lastra segata va squadrata: i bordi arrivano irregolari dal telaio, e fra il lordo e il netto se ne vanno cinque-dieci centimetri per lato. Una lastra dichiarata 300 × 180 centimetri dà un rettangolo pulito intorno ai 290 × 170.
Poi c’è il ritaglio vero. Nelle officine di pietra lo si misura come resa: quanta parte della lastra finisce nel pezzo consegnato. Una resa considerata normale sta intorno al 72 per cento, una buona, ottenuta con una disposizione dei pezzi studiata sul disegno, arriva verso l’82. Detta dall’altro lato: fra un quinto e un terzo della lastra resta fuori dal pezzo, e le stime di settore parlano di un 20-35 per cento di materiale residuo su un lavoro normale.
Su un tavolo la proporzione può essere peggiore. Un piano ovale lascia intorno a sé mezzelune che non si usano, e se la venatura va centrata il pezzo non si può spostare dove converrebbe al taglio: dove cade il disegno decide dove cade l’avanzo, non il contrario.
Quanta pietra serve, contando dalla cava?
Se si allarga lo sguardo fino al monte, i numeri cambiano scala. Uno studio sul bacino di Carrara pubblicato nel 2024 conta che circa il 51 per cento del materiale estratto resta in cava come scarto, e che un altro 41 per cento dei blocchi regolari diventa scarto in stabilimento, quando il blocco viene segato in lastre. Il totale è intorno al 71 per cento: soltanto il 29 per cento di ciò che si estrae diventa prodotto finito.
Non è un numero da leggere in chiave di colpa. Serve a dire una cosa sola: un avanzo di lastra è la parte più preziosa della catena, perché è già stata estratta, segata e lucidata. Dimenticarlo in magazzino è l’unico dei tre sprechi che una riga scritta al momento giusto può evitare.
Di chi è l’avanzo?
Quasi sempre di chi lavora la pietra, e quasi sempre senza che nessuno l’abbia detto.
Nella prassi corrente il contratto di lavorazione lascia al laboratorio il materiale non utilizzato: il ritaglio entra nel magazzino dei rimanenti, dove verrà rivenduto — di norma a un prezzo dal 40 al 60 per cento più basso di quello della lastra intera — oppure impiegato in un altro lavoro. Conviene dirlo chiaramente, perché è un fraintendimento diffuso: comprare «a lastra» non trasferisce automaticamente la proprietà dell’avanzo. Il materiale viene riservato al vostro progetto, non consegnato al vostro indirizzo.
Non è una scorrettezza, ed è una delle ragioni per cui i prezzi stanno dove stanno: il valore residuo dei ritagli è già contato dentro il preventivo. È però una cosa che si può decidere diversamente, a una condizione: dirlo prima.
Perché conviene riservarlo anche se non si sa ancora che farne?
Per una ragione che non ha niente a che vedere con il risparmio.
L’avanzo della vostra lastra è la sola pietra al mondo che combacia con il vostro piano. Due lastre dello stesso marmo, con lo stesso nome commerciale, non hanno il disegno uguale: cambia da blocco a blocco e da lastra a lastra dentro lo stesso blocco. Se fra due anni serve una mensola, un davanzale, un piano per un mobile del bagno o la sostituzione di un pezzo rovinato, l’unico materiale che non stonerà è quello che oggi sta in officina.
Vale anche per il caso opposto, quello elegante: se il disegno deve proseguire da un pezzo all’altro servono lastre consecutive dello stesso blocco, come abbiamo scritto parlando di un piano in marmo senza giunzioni. Tutto questo si decide nel momento in cui si sceglie la lastra, non montandola.
C’è infine un aspetto prosaico: i magazzini dei rimanenti si svuotano. Un ritaglio resta in giacenza da tre mesi a un anno, poi viene venduto o ridotto. Una richiesta fatta con l’ordine costa una riga; la stessa richiesta due anni dopo è una speranza.
Come si scrive nell’ordine?
Con tre righe, prima della firma e non dopo la consegna.
La prima dice a chi resta il materiale non utilizzato, indicando il numero della lastra. La seconda dice che cosa se ne fa: consegnato insieme al pezzo, oppure tenuto da parte con quel numero, e per quanto tempo. La terza dice chi si fa carico della giacenza e del trasporto, perché un ritaglio di due metri per sessanta centimetri pesa più di cento chili.
Se la pietra non serve, resta utile chiedere una cosa che non costa niente: una fotografia dell’avanzo con il suo numero. Mesi dopo è il documento che dice se esiste ancora qualcosa da cui ricavare il pezzo mancante, invece di ricominciare dal nome commerciale, che identifica una categoria e non un oggetto.
Come lavoriamo noi
Compriamo i blocchi in cava e seghiamo le lastre nella nostra fabbrica, e ogni lastra viene guardata in controluce prima del taglio: serve a decidere dove cade il pezzo e, di conseguenza, dove cade l’avanzo. Avere il blocco significa avere le lastre consecutive, ed è la ragione per cui un disegno che prosegue da un pezzo all’altro si può decidere invece che sperare. Su un pezzo su misura la quotazione arriva entro quarantotto ore.
I tavoli sono nelle collezioni; le commesse per alberghi e progetti nella pagina Contract. Si parte dai contatti, con le misure e, se c’è, un disegno anche di massima.
Domande frequenti
Se non uso tutta la lastra, mi viene scontata la parte che resta?
No, e la ragione è la prima di questa pagina: la lastra viene impegnata per intero. Quello che si può ottenere, chiedendolo prima, è il materiale residuo, non una riduzione del prezzo.
Posso portarmi via i ritagli il giorno del montaggio?
Solo se è stato concordato e se sono stati messi da parte. Un ritaglio non riservato, quel giorno, di norma è già nel magazzino dei rimanenti.
Conviene comprare una lastra in più per avere materiale di riserva?
Dipende da quanto conta la corrispondenza. Su una pietra a fondo uniforme quasi mai; su una pietra dal disegno marcato, dove una sostituzione si vedrebbe, è una precauzione da valutare quando si sceglie la lastra.
Che cosa si ricava da un avanzo?
Da una fascia lunga e stretta, davanzali, mensole, zoccoli, piani per mobili da bagno; da un ritaglio compatto, il piano di un tavolino. Non un secondo piano lungo, perché la lunghezza è la prima cosa che si consuma. E non conviene irrigidire un ritaglio sottile con la resina: la struttura si risolve con il supporto, come abbiamo scritto parlando di che spessore deve avere un piano in marmo. Vale sempre conservare un campione tagliato e numerato.
Chiedi la quotazione La collezione dei tavoli
I valori e le percentuali di questa pagina sono ordini di grandezza e vanno letti come tali: la resa di una lastra dipende dalla forma del pezzo, dalla venatura da rispettare e dal materiale. Le percentuali di scarto del bacino di Carrara sono tratte da uno studio pubblicato su Sustainability nel 2024; i dati su resa, materiale residuo e prezzo dei rimanenti da pubblicazioni tecniche di settore. Nessuna di queste indicazioni sostituisce gli accordi scritti del singolo ordine.