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Guide · Consegna

Chi porta su il piano in pietra, e chi lo monta

In breve. Nella pietra la parola «consegna» indica tre servizi diversi che costano cifre diverse: il camion che si ferma in strada, il pezzo portato dentro casa, il pezzo montato e in bolla. Quale dei tre hai comprato dipende da che cosa è scritto nell’ordine, perché la regola generale del codice civile è la meno comoda delle tre. E la misura che decide tutto non è la porta d’ingresso: è il punto più stretto del percorso, da rilevare prima di tagliare la lastra e non il giorno della consegna.

Che cosa comprende davvero la parola «consegna»?

Tre cose molto diverse, e il malinteso nasce quasi sempre qui.

A bordo strada. Il camion arriva, si apre, e il pezzo viene messo a terra sul marciapiede o resta sul pianale. Dal portone in poi è un problema di chi compra. È la forma più economica e, nel commercio della pietra, anche la più comune.

Al piano. Qualcuno porta il pezzo fino dentro l’appartamento o il locale. Richiede uomini, attrezzatura e tempo, e si paga.

Consegna e montaggio. Il pezzo arriva, viene posato sul basamento, messo in bolla, siliconato dove serve, e il cantiere viene pulito. Qui chi consegna risponde anche del risultato.

Perché conviene saperlo prima: nella vendita con trasporto il codice civile, all’articolo 1510, stabilisce che in mancanza di patto o uso contrario il venditore si libera dall’obbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere, e che le spese di trasporto sono a carico del compratore. Tradotto: senza una riga scritta, «consegnato» può legittimamente voler dire «caricato sul camion». Non è una scorrettezza del fornitore, è la regola che vale quando le parti non dicono altro. Perciò la riga da pretendere nell’ordine deve essere esplicita: fin dove arriva il pezzo, chi lo scarica, chi lo porta dentro, chi lo monta.

Chi scarica il camion?

Nessuno, se non è stato pattuito. In un trasporto ordinario l’autista porta la merce a destinazione: non è tenuto a entrare in un cortile, a salire delle scale o a maneggiare un pezzo che richiede due persone e un’attrezzatura. Se il camion arriva con la sponda idraulica, la sponda appoggia la cassa a terra; da lì in avanti serve qualcuno.

E non si risolve chiamando quattro amici. L’Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008 richiama per la movimentazione manuale dei carichi le norme della serie ISO 11228 e indica tra i fattori di rischio che il carico sia troppo pesante, ma anche che sia ingombrante, difficile da afferrare e in equilibrio instabile: una lastra è il caso peggiore su tutti questi fronti insieme. Non esiste un limite in chilogrammi oltre il quale scatta un divieto, ed è proprio questo il punto: un piano da duecento chili non si divide in quattro persone da cinquanta. Si muove di coltello, con ventose, cinghie e carrelli, da persone che lo fanno di mestiere. I numeri del peso sono in quanto pesa un piano in pietra; qui conta la conseguenza organizzativa: lo scarico è un servizio, va ordinato come tale e ha un costo.

Che cos’è il rilievo degli accessi, e quando si fa

È la misura del percorso che il pezzo deve fare, dal camion al punto dove si ferma. Si fa prima di tagliare, non prima di consegnare, perché finché la lastra è intera il pezzo si può ancora progettare perché entri.

Le misure che contano sono queste, in quest’ordine.

Il rilievo serve anche a una cosa che non si vede: decidere se il pezzo deve essere uno o due. Una giunzione studiata sulla vena è una scelta di progetto; una giunzione decisa in fretta perché il pezzo non passa è un ripiego che si vede. Dove mettere il giunto e come renderlo invisibile è spiegato in quanto può essere lungo un piano in marmo senza giunzioni.

Che cosa succede se il pezzo non passa?

Quattro strade, in ordine di costo crescente; la differenza fra la prima e l’ultima è soltanto quando si scopre il problema.

Chi monta il piano, e che differenza fa

Tre situazioni ricorrenti, con tre responsabilità diverse.

Monta chi produce. È il caso delle commesse e dei pezzi importanti: la squadra che ha fatto il piano lo porta e lo posa. Chi posa sa come il pezzo è stato pensato, dove sono i punti fragili e come va sostenuto; e la posa fa parte della prestazione, quindi la verifica e l’accettazione riguardano il risultato montato, non la lastra appoggiata.

Monta il montatore della cucina o dell’arredo. Funziona bene se il piano arriva finito e se la base è la sua. Le due cose da concordare in anticipo sono i fori — lavello, piano cottura, rubinetteria — che si fanno in laboratorio e non in cantiere, e il tipo di appoggio.

Monta l’impresa o il privato. È la strada più rischiosa, e non per il peso: per la rigidezza. La pietra non ha tolleranza alla flessione, quindi se la struttura sotto cede il piano non si piega, si rompe. Due regole valgono sempre: sostegno continuo lungo la lunghezza e non solo agli estremi, e nessun incollaggio rigido al telaio, ma appoggio su supporti elastici. I limiti di sbalzo e di spessore sono in che spessore deve avere il piano in marmo di un tavolo, e il caso del piano nuovo su una base esistente in un piano in pietra sul tavolo che ho già.

Di chi è la responsabilità se il pezzo arriva rotto?

Dipende da dove si è rotto, e il codice civile è più preciso di quanto si pensi. Durante il trasporto risponde il vettore: l’articolo 1693 lo rende responsabile della perdita e dell’avaria delle cose dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna, e gli lascia una via d’uscita soltanto se prova che il danno dipende da caso fortuito, dalla natura o dai vizi della merce o del suo imballaggio, oppure dal fatto del mittente o del destinatario. Lo stesso articolo aggiunge che se il vettore ha accettato le cose senza riserve si presume che l’imballaggio non avesse vizi apparenti: ragione in più perché una cassa per la pietra sia fatta bene.

Poi c’è il momento che decide quasi tutto, e dura pochi minuti. L’articolo 1698 stabilisce che le azioni derivanti dal contratto di trasporto si estinguono quando il destinatario riceve le cose senza formulare riserve e paga quanto dovuto, salvo il dolo o la colpa grave del vettore e salvo le azioni per perdita parziale o per avaria non riconoscibile alla riconsegna; per queste ultime il danno va denunciato appena conosciuto e comunque entro otto giorni dal ricevimento. La riserva non ha una forma obbligatoria: deve soltanto far conoscere al vettore che c’è e che cosa contiene. In concreto: non si firma una bolla pulita su una cassa con un angolo sfondato. Si scrive l’anomalia, si fotografa, e poi si apre.

Se invece il pezzo si rompe durante la posa fatta da chi ha venduto, la questione non riguarda più il trasporto: la posa fa parte della prestazione e risponde chi l’ha eseguita. Che cosa si guarda nella mezz’ora della consegna, e dove sta il confine fra difetto e caratteristica della pietra, è il tema di difetto o caratteristica della pietra?.

Che cosa deve essere pronto il giorno della consegna

Una lista breve, e ognuna di queste voci ha fatto perdere una giornata a qualcuno.

Come lavoriamo noi

Stoneform realizza tavoli, piani e opere in marmo, onice e pietra naturale. Compriamo i blocchi direttamente in cava e le lastre le ricaviamo noi, nella nostra fabbrica; quando serve una pietra che non abbiamo a blocco, le lastre le acquistiamo da importatori di fiducia. Prima del taglio ogni lastra viene guardata in controluce, per vedere come è fatta dentro prima di decidere dove passa il taglio. Non usiamo resina per rinforzare le lastre: sulle superfici ampie un supporto aiuta, e la rete sul retro è già di per sé un buon sostegno.

Nelle commesse il montaggio in cantiere fa parte del lavoro: banchi, piani e rivestimenti li posiamo noi, e la pagina Contract mostra alcune lavorazioni fotografate durante il montaggio, prima che le sale fossero allestite. Quando il pezzo è destinato a una casa, le condizioni di consegna — fin dove arriva, chi scarica, chi monta — le definiamo nell’offerta, prima di tagliare, insieme al rilievo del percorso.

Sul prezzo: i rivenditori applicano un ricarico del 35-50% sul prezzo del produttore, chi importa le pietre direttamente risparmia un ulteriore 20% circa, e un tavolo in marmo da 240 cm costa indicativamente 3.800 euro — il prezzo dipende da misure e finitura, e più piccolo non vuol dire meno caro. Il dettaglio è in quanto costa un tavolo in marmo su misura. I pezzi sono nella collezione tavoli e fra le opere. In una commessa alberghiera il valore più importante è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi vogliono dire apertura veloce e cliente che comincia a fatturare — il calendario è spiegato in quando ordinare gli arredi per aprire in tempo. Stoneform e Brianform sono due divisioni della stessa azienda: si parte da un disegno o da un’idea, scrivici.

Domande frequenti

La consegna al piano è compresa nel prezzo?

Solo se è scritta nell’ordine. Nella vendita con trasporto l’articolo 1510 del codice civile prevede che, in mancanza di patto contrario, il venditore adempia all’obbligo di consegna affidando la cosa al vettore: «consegnato» può voler dire caricato sul camion, non appoggiato in sala da pranzo.

Chi deve scaricare il camion?

Nessuno, se non è stato pattuito. L’autista di un trasporto ordinario non è obbligato a portare dentro il pezzo, e un piano in pietra non si scarica a mano in due. Lo scarico va ordinato: con sponda idraulica, con attrezzatura, o con la squadra che poi monta.

Che misura conta davvero per le scale?

Il pianerottolo, non la rampa. Una lastra si muove di coltello e deve poter ruotare: serve lo spazio per girarla a ogni cambio di direzione. E conta il punto più stretto di tutto il percorso, non la porta d’ingresso.

Il piano passa in ascensore?

Prima si confronta la lunghezza del pezzo con la diagonale della cabina, poi il peso con la portata scritta sulla targa. Il limite è quasi sempre la dimensione: un piano lungo non entra in un ascensore condominiale qualunque sia la portata.

Se il pezzo arriva scheggiato, che cosa devo fare prima di firmare?

Scrivere la riserva sul documento di trasporto. Ricevere senza riserve e pagare estingue l’azione verso il vettore, salvo dolo o colpa grave e salvo i danni non riconoscibili alla riconsegna, che vanno denunciati entro otto giorni dal ricevimento.

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I riferimenti normativi citati sono gli articoli 1510 (luogo della consegna nella vendita), 1693 (responsabilità del vettore per perdita e avaria) e 1698 (estinzione dell’azione nei confronti del vettore) del codice civile, con il termine di otto giorni per l’avaria non riconoscibile richiamato dall’articolo 182 delle disposizioni di attuazione, e l’Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008, che per la movimentazione manuale dei carichi richiama la serie ISO 11228 senza fissare alcun limite in chilogrammi. L’occupazione della sede stradale per posizionare un’autoscala o una piattaforma è soggetta ad autorizzazione comunale, con modalità e tempi che cambiano da Comune a Comune. Questa pagina descrive la prassi e le norme generali e non sostituisce le condizioni contrattuali del singolo ordine né un parere legale. I valori economici citati sono ordini di grandezza e non costituiscono un preventivo.