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Guide · Tecnica

Lavastoviglie e forno sotto il piano in pietra: il vapore e il calore da sotto

In breve. La pietra è fra i pochi materiali per cui i produttori di lavastoviglie scrivono, nelle proprie istruzioni, che la lamiera di protezione dal vapore non serve. È vero, ed è la metà di risposta che fa i danni: il vapore non rovina la lastra, rovina il mobile che la tiene su e il giunto che nessuno ha sigillato. Qui c’è che cosa dicono i manuali degli apparecchi, con le loro parole, e le righe da pretendere prima che il piano sia tagliato.

Il vapore della lavastoviglie danneggia un piano in pietra?

La lastra, no. Il vapore che esce dalla porta a fine ciclo è acqua pulita a bassa pressione: su un marmo lucido o levigato lascia al massimo un’ombra scura finché la pietra la assorbe, e l’ombra sparisce quando evapora. Non incide e non macchia, perché l’incisione del marmo la fanno gli acidi e gli alcali, non l’acqua: la differenza fra un alone che passa e un’opacità che resta è in aloni e macchie sul marmo.

Una precisazione che i manuali non fanno: il marmo non è impermeabile come il Corian, è poroso. Ma la sua porosità non è quella di un truciolare, e un bordo di marmo esposto a vapore per dieci anni resta un bordo di marmo. Non è lì che il vapore lavora: entra nel mobile, dove trova truciolare, bordi incollati e viti.

Allora perché gli apparecchi portano una lamiera di protezione?

Perché il piano che devono proteggere, nella maggior parte delle cucine, non è di pietra. Le istruzioni di installazione Miele per le lavastoviglie integrate sono esplicite: una lamiera in acciaio inossidabile è fornita in dotazione «per proteggere i piani dal vapore e dalla condensa», ma — e sono parole loro — «se il piano è in Corian, granito, marmo o altro materiale solido e impermeabile, la lamiera di protezione non è necessaria».

Poche righe sotto c’è l’indicazione che quasi nessuno legge: se il piano è fatto di materiali diversi, la lamiera va posizionata in modo da coprire la linea in cui i due materiali si incontrano. Tradotto in cantiere: la pietra non ha bisogno di protezione, la giunzione fra la pietra e il resto sì.

Che cosa si rovina davvero, allora?

Il manuale di una lavastoviglie Bosch da incasso lo dice senza giri di parole: a fine programma c’è «l’uscita di vapore, che a lungo termine può provocare danni ai mobili componibili». Non il piano: i mobili. Ed è quello che si vede nelle cucine di cinque anni: le ante gonfiate sul bordo superiore, il fianco del mobile che si sfoglia, la traversa sotto il piano che si imbarca.

Se quella traversa è il sostegno del piano, il guasto diventa un problema della pietra per via indiretta: un appoggio che si deforma smette di sostenere dove serve, e la pietra cede dove è stata indebolita, cioè agli angoli dei fori (perché un piano si crepa ai fori) — e la lavastoviglie sta proprio sotto.

Tre accorgimenti che lo risolvono alla radice:

Come si fissa la lavastoviglie a un piano in pietra?

È la domanda specifica della pietra, e la risposta la scrive il produttore: non si fissa. Le stesse istruzioni Miele che esentano il marmo dalla lamiera aggiungono di non installare le staffe «se il piano è di un materiale estremamente duro», perché «le viti di fissaggio delle staffe non sono adatte a questi materiali».

L’altra prescrizione però non cade, e i due manuali la scrivono allo stesso modo: «installare gli apparecchi sottopiano o integrabili solo sotto piani di lavoro continui avvitati ai mobili attigui». L’apparecchio deve quindi stare sotto un piano solidale alla struttura, e insieme non può essere avvitato a quel piano: la stabilità viene dal fissaggio laterale ai fianchi del mobile, non da due viti nella lastra.

Un piano in marmo appoggiato e non vincolato, sopra una lavastoviglie che non può essere avvitata a niente, è la cucina in cui prima o poi qualcuno fora la pietra dal basso con un tassello: si evita decidendo in progetto come il piano è vincolato.

Si può mettere la lavastoviglie sotto il piano cottura?

No, e i manuali concordano in modo secco. Bosch: «innanzi tutto non montarlo sotto un piano di cottura». Miele: non installare la lavastoviglie sotto un piano cottura o un forno. È una prescrizione sull’apparecchio, non sulla pietra, ma ha una scadenza: va risolta prima del taglio, perché dopo il foro del piano cottura è dove è.

Il forno sotto il piano: quanto calore arriva alla pietra?

Molto meno di quanto si teme, a una condizione: che l’aria circoli come il manuale chiede. Le istruzioni di montaggio Bosch per i forni da incasso dicono quanto calore quel vano deve sopportare: il mobile da incasso deve resistere a 90 °C, i mobili attigui a 70 °C. Chiedono inoltre 5 mm di spazio libero verso i frontali vicini e una fessura di ventilazione nel doppiofondo.

Nessuna di queste quote parla di pietra, e questo è il dato: marmo e onice sopportano 90 °C senza alterarsi. Il nemico della pietra, col calore, è il contatto diretto e localizzato — una pentola rovente appoggiata — non il tepore di un forno ben ventilato. Sulle superfici composite il calore diretto lascia invece il segno: si può togliere una bruciatura da un top in quarzo?.

Se sopra il forno c’è un piano a induzione, le istruzioni Bosch per quei piani chiedono almeno 5 mm fra piano cottura e forno sottostante, un piano di lavoro di almeno 20 mm e 65 mm di luce verso un cassetto: sono le quote che decidono lo spessore della lastra. E il manuale del forno chiede una cosa che in cantiere si sbaglia spesso: «completare tutti i lavori di taglio sui mobili e il piano di lavoro prima dell’inserimento degli apparecchi».

La pietra si può crepare per il calore che viene da sotto?

Da sola quasi mai; insieme a un vincolo, sì. Una lastra che si scalda si dilata di poco, e se è incastrata a forza e sigillata senza gioco quel poco si scarica nell’angolo interno del foro: una crepa che sembra causata dal calore è quasi sempre causata dalla mancanza di due millimetri. Dove può cadere una giunzione è in quanto può essere lungo un piano senza giunzioni.

Le righe da mettere nell’ordine

Come lavoriamo noi

Stoneform realizza tavoli, piani e opere in marmo, onice e pietra naturale. Compriamo i blocchi direttamente in cava e le lastre le ricaviamo noi, nella nostra fabbrica. Non usiamo resina per rinforzare le lastre: sulle superfici ampie un supporto aiuta, e la rete sul retro è già un buon sostegno. Quando un piano deve ospitare apparecchi chiediamo marca e modello prima del taglio: è il manuale dell’apparecchio, non la nostra abitudine, a fissare le quote. In commessa il montaggio fa parte del lavoro (Contract).

Sul prezzo: i rivenditori applicano un ricarico del 35-50% sul prezzo del produttore, chi importa le pietre direttamente risparmia un ulteriore 20% circa, e un tavolo in marmo da 240 cm costa indicativamente 3.800 euro — il prezzo dipende da misure e finitura, e più piccolo non vuol dire meno caro (il dettaglio, e il profilo del bordo). I pezzi sono fra i tavoli e le opere. Stoneform e Brianform sono due divisioni della stessa azienda: scrivici.

Domande frequenti

Il vapore della lavastoviglie macchia il marmo?

No. Il vapore che esce a fine ciclo è acqua pulita a bassa pressione: su un marmo lucido o levigato lascia al massimo un’ombra scura finché la pietra la assorbe, e sparisce quando evapora. L’incisione del marmo la fanno gli acidi e gli alcali, non l’acqua. Quello che il vapore rovina, con gli anni, è il mobile: truciolare, bordi incollati e viti.

Serve la lamiera di protezione dal vapore se il piano è in pietra?

Non per la pietra. Le istruzioni di installazione Miele per le lavastoviglie integrate dicono che se il piano è in Corian, granito, marmo o altro materiale solido e impermeabile la lamiera non è necessaria. Serve però dove la pietra incontra un altro materiale: le stesse istruzioni chiedono, nei piani di materiali diversi, di posizionare la lamiera in modo che copra la linea di giunzione. E resta utile una barriera sul fianco del mobile accanto, che è di legno.

Posso avvitare la lavastoviglie a un piano in pietra?

No, e lo scrive il produttore. Le istruzioni Miele prescrivono di non installare le staffe di fissaggio se il piano è di un materiale estremamente duro, perché le viti fornite non sono adatte a quei materiali. La stabilità deve venire dal fissaggio laterale ai fianchi del mobile e da un piano continuo solidale alla struttura, non da due viti nella lastra.

Un forno sotto un piano in marmo lo rovina?

No, se il vano è ventilato come chiede il manuale. Le istruzioni di montaggio Bosch per i forni da incasso chiedono un mobile da incasso che resista a 90 °C, mobili attigui che resistano a 70 °C, 5 mm di spazio libero verso i frontali vicini e una fessura di ventilazione nel doppiofondo. Il marmo sopporta quelle temperature senza alterarsi: il nemico della pietra è il contatto diretto e localizzato, non il tepore diffuso di un forno che respira.

Si può mettere la lavastoviglie sotto il piano cottura?

No. Il manuale Bosch dice di non montarla sotto un piano di cottura e le istruzioni Miele di non installarla sotto un piano cottura o un forno. È una prescrizione sull’apparecchio, non sulla pietra, ma va risolta prima del taglio: dopo, il foro del piano cottura è dove è.

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Le frasi fra virgolette vengono dalle istruzioni di installazione Miele per lavastoviglie integrate (lamiera di protezione dal vapore, esenzione per i piani in Corian®, granito e marmo, posizionamento sulla linea di giunzione fra materiali diversi, divieto di impiego delle staffe su materiali estremamente duri, obbligo di piano continuo fissato ai mobili attigui, divieto di installazione sotto un piano cottura o un forno, asciugatura prolungata contro la condensa), dal manuale d’uso e installazione di una lavastoviglie Bosch da incasso (piani di lavoro continui avvitati ai mobili attigui, divieto di montaggio sotto un piano di cottura, uscita di vapore che a lungo termine può danneggiare i mobili componibili) e dalle istruzioni di montaggio Bosch per forni da incasso (resistenza a 90 °C del mobile da incasso e a 70 °C dei mobili attigui, 5 mm verso i frontali, fessura di ventilazione nel doppiofondo, tagli completati prima dell’inserimento, piano di lavoro fissato al mobile). Le quote di spessore minimo del piano, di luce verso il cassetto e di distanza da un forno sottostante sono quelle indicate da Bosch per i piani a induzione. Le quote cambiano da modello a modello: in ogni caso prevalgono le istruzioni del produttore dell’apparecchio e della lastra, che vanno lette prima del taglio. Questa pagina descrive prassi e documenti tecnici generali e non sostituisce un progetto. I valori economici citati sono ordini di grandezza e non costituiscono un preventivo.